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Fighter Within

Fighter Within

Se Xbox One vanta il miglior titolo di lancio next-gen in esclusiva grazie a Forza 5, ha anche il dubbio onore di avere il peggiore grazie a Fighter Within.

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Questo è un brawler in esclusiva per Kinect che offre ai giocatori la possibilità di prendere a pugni gli avversari fino a sottometterli a mani nude, almeno in teoria. La realtà, tuttavia, è molto meno attraente rispetto a questa premessa.

E' dolorosamente ovvio che Fighter Within non sia un buon gioco ancor prima di aver tirato il primo pugno. Il sistema di menu è uno dei peggiori che abbiamo mai incontrato. E' impreciso, frustrante e schizzinoso. Bisogna passare in rassegna e toccare le varie tessere per selezionare l'azione desiderata, ma a volte non funziona per niente, altre volte si ottiene l'input ma non succede nulla, e di tanto in tanto si schiaccia l'opzione sbagliata per caso e bisogna così tornare indietro a schermate dei menu ancora più frustranti. E' un pasticcio, e un segno evidente (e minaccioso) che tutto ciò che c'è qui non funziona come dovrebbe.

Una volta superato l'esasperante sistema di menu, è necessario imparare i sistemi di gioco. Questo viene fatto tramite la modalità di iniziazione, che funge anche da campagna single-player. Si gioca solo con un personaggio, e si sopravvive a fatica ad una serie di avversari, mentre si cerca di imparare come funziona. Una volta completata, c'è una modalità Arcade che offre un'esperienza più snella e semplice, e si può giocare con qualsiasi degli altri personaggi del roster.

Il roster è di per sé di dimensioni ragionevoli, ma il fatto è che la maggior parte dei combattenti giocano in modo quasi identico, quindi piuttosto che adattarsi ai nuovi ed entusiasmanti stili di combattimento, si tratta semplicemente di scegliere una skin diversa e un paio di animazioni uniche per ogni giocatore. A peggiorare le cose, la line-up dei giocatori è costituita da una serie di stereotipi imbarazzanti. C'è uno scozzese peloso che indossa un tartan, un DJ con addosso le cuffie, un ninja tatuato, una procace russa in bikini, una sacerdotessa voodoo - anche lei scarsamente vestit -, e un tizio inglese con il gilet e tanti capelli. E' così banale che fa male.

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Veniamo guidati lungo la modalità di iniziazione da Matt Gilford, il combattente più spettacolarmente generico di tutti i tempi. Parte con quel fare arrogante, pieno di quella tracotanza irritante, e alla fine si conferisce una certa saggezza che va oltre i suoi anni. La Storia, se così si può chiamare, viene raccontata tramite voice-over tra i combattimenti. Non si sono nemmeno sprecati con le cutscenes. La trama è assolutamente spaventosa, piena di luoghi comuni e di dialoghi scritti male. Si inizia con una storia abbastanza ordinaria, ma finisce per flirtare con la fantasia e Gengis Khan . Non è un genere rinomato per la sua tecnica narrativa avanzata, ma questo rappresenta in assoluto un nuovo minimo storico, per quanto ci riguarda.

Niente di tutto questo ci avrebbe davvero importato, tuttavia, se i combattimenti fossero stati all'altezza. Ma non è così. In realtà, sono piuttosto orrendi. Ci sono pugni e calci di base, contrattacchi, strani colpi speciali, e mosse che si attivano rafforzando i livelli "Ki" nel bel mezzo della battaglia e assumendo una posa speciale. Il Kinect riesce a catturare solo i pugni e i calci di base, ma oltre a questo può risultare frustrantemente volubile su quali movimenti riesce a cogliere e quali no. Azioni apparentemente identiche non sortiranno alcun effetto una volta, mentre funzionano perfettamente subito dopo, e per tutto il tempo vi gratterete la testa chiedendovi esattamente che cosa avete fatto di diverso. I colpi bassi sono a volte confusi come calci in aria, e i tiri quasi mai sembrano funzionare perché Kinect interpreta regolarmente questi gesti come pugni.

Se si mette insieme una rapida raffica di colpi, questa si trasforma automaticamente in una combo, ma non si possono mettere insieme delle combo in un assalto significativo. C'è un bastone sul pavimento di ogni arena, che può essere recuperato e utilizzato per colpire il vostro avversario in testa, ma il più delle volte il gesto non viene registrato dal Kinect, mentre si afferra l'arma. In ogni livello, c'è anche un palo che può essere utilizzato in combattimento, con colpi tempestivi che portano il vostro personaggio ad oscillare attorno ad esso come spogliarelliste morenti, con calci volanti e attacchi in salto.

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Se avete problemi di sincronizzazione con i vostri counter e mosse speciali, è possibile attivare un'ombra che appare sullo schermo (leggermente dietro l'azione) e indica il momento giusto in cui eseguire alcune mosse specifiche; ma le percentuali di successo sono variabili quando si utilizzano queste istruzioni sullo schermo, perchè il più delle volte rappresenta più un rischio che una salvezza. Se avete ancora dei problemi, al livello di difficoltà standard, una vera e propria tattica è solo quella di agitare mani e gambe con violenza in una sorta di hokey-cokey freestyle - l'equivalente fisico dello schiacciare alla cieca i pulsanti. Triste da dirsi, ma di volta in volta effettivamente funziona.

Ci sono altre tattiche che praticamente garantiscono il successo. Quando le ho scoperte, simultaneamente mi hanno salvato e rovinato il gioco. Salvano il gioco perché riuscirete a procedere senza troppo stress, ma ve lo rovina perché avrete bisogno di fare altri movimenti e mescolare il vostro gioco. Attaccando entrambe le braccia in aria a forma di 'W' caricherete la vostra barra "Ki". Ci sono tre fasi di carica: il primo è un potente attacco calcio, il secondo è altrettanto potente e permette di invertire le posizioni con il vostro nemico (utile se si è pericolosamente in bilico vicino al bordo del ring), il terzo è un attacco ancora più potente, che il nemico ha la possibilità di annullare a metà, e possono pompare aria in modo più efficace di quanto state facendo voi, che nel gioco ha la stessa valeza di una QTE a tempo di battito di mani. Abbiamo scoperto che almeno al livello di difficoltà normale, i vostri avversari non possono fare abbastanza danni, mentre cercate di ricaricare il vostro "Ki" al primo livello di attacco, e così maciullandoli con quella mossa, ciò è sufficiente per garantire la vittoria . E' solo nel livello di difficoltà più difficile che bisogna ripensare a questa tattica.

Questo semplice percorso verso la vittoria diventa noioso abbastanza in fretta, ma l'alternativa sono controlli frustranti che non sempre si traducono in azioni precise sullo schermo, così ogni volta che ho colpito un muro di mattoni, ci siamo trovati a ricadere su questo collaudato "metodo di fuga". Dal momento che abbiamo giocato di più in questo modo che leggendo i segnali sullo schermo, e variando i nostri attacchi, il gioco è diventato più accessibile, ma l'interpretazione del Kinect dei nostri gesti non si è mai tradotta in vera fluidità nel gioco. Un paio di colpi sono sempre andati a vuoto, e in un genere dove la precisione fa da padrona, questo rappresenta un grosso problema.

Fighter Within

Al di là delle campagne per giocatore singolo (iniziazione e Arcade), c'è una modalità di training che permette di scegliere qualsiasi combattente e giocare contro qualsiasi altro (regolando le variabili difensive e offensive, come meglio preferite) in un'arena di pratica, e una modalità Duello che offre esattamente la stessa cosa, senza le opzioni, e si può scegliere in quale arena combattere. Queste modalità sono la somma del repertorio della modalità single player di Fighter Within. C'è anche una modalità multiplayer, che è un duello diretto tra due giocatori, in piedi uno contro l'altro, agitando gli arti in tandem con tutta la grazia di un elefante in una cristalleria.

A livello grafico è decente. I combattenti sono tutti estremamente dettagliati, non ci sono spigoli, e le diverse animazioni risultano piuttosto semplici (anche se non ce ne sono molte). Perle di sudore sulla pelle dei combattenti, e volti visibilmente sanguinanti durante i combattimenti. Le arene in cui si combatte sono anch'esse molto ben fatte, con molta varietà nei diversi background, e lo scenario in cui occorre calpestare degli anelli, aggiunge caos e spettacolarità allo scontro. Sembra certamente come un gioco next-gen.

Ma non importa quanto sia bella la grafica, quando il resto del pacchetto è carente in ogni suo aspetto. Visto come uno strumento di esercizio non è terribile, e sicuramente più divertente di alcuni dei mini-giochi di Your Shape: Fitness Evolved. Agitando le mani, alzandosi dal divano e oscillando le braccia e le gambe in direzioni diverse, soprattutto in compagnia di altri, può essere divertente. Tuttavia , se considerato nella sua forma prevista, ossia quella di un gioco di combattimento, è terribilmente carente (molto simile a Fighters Uncaged, con cui hanno tentato lo stesso trucco con il primo Kinect). Non c'è sufficiente precisione nelle mosse, non c'è abbastanza variazione nei personaggi, e l'unica parte interessante del gioco è la novità dei controlli Kinect, che non funzionano molto bene. Non ci sentiamo di consigliarvi l'acquisto. Se volete prendere a pugni la gente in faccia su Xbox One, giocate a Killer Instinct: non solo è molto più economico, ma è anche un gioco di combattimento superiore.

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02 Gamereactor Italia
2 / 10
+
Sembra bello.
-
Controlli imprecisi, personaggi stereotipati, sistema di menu terribile.
overall score
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RECENSIONE. Scritto da Mike Holmes

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