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The Witcher 3: Wild Hunt

The Witcher 3: Wild Hunt - L'evoluziona narrativa dell'open world

Da perfetti sconosciuti a studio sovrano del genere RPG: questa la parabola ascendente degli ultimi straordinari 7 anni di CD Project Red.

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CD Projekt Red ha fatto qualcosa di straordinario con i primi due capitoli di The Witcher. Per essere passati da emeriti sconosciuti ad essere uno degli sviluppatori leader nell'ambito RPG, da sempre estremamente competitivo, è senza dubbio un risultato incredibile.

La prima volta che ci siamo imbattuti nel The Witcher originale era nel 2006, al Games Convention di Lipsia. Infatti, il team di CD Projekt era arrivato su un pulmino Volkswagen con diversi chilometri sulle spalle e aveva alloggiato nel nostro stesso hotel, sulla strada per Halle. Per comodità, abbiamo seguito il loro pulmino la prima mattina della convention. Scopriamo che stavano andando da McDonald a fare colazione, prima dello show. Questo vuol dire che abbiamo dovuto evitare la corsia McDrive, facendo una manovra di guida piuttosto azzardata, ma alla fine ci siamo riusciti, e ci siamo incontrati con il team allo show (questo il video dell'intervista).

Facciamo un fast-forward di sei mesi, ed eccomi in visita a CD Projekt Red a Varsavia, Polonia. All'epoca, il gioco aveva un editore (Atari) ed erano pronti a spiccare il volo verso la libertà, per la spinta finale. L'attività principale della società, all'epoca, era la distribuzione dei giochi in Polonia, e aveva ottenuto grande successo soprattutto grazie ai giochi di ruolo per computer. Tra questi, titoli come Baldur's Gate e Fallout, soprattutto per PC. Non è un caso, quindi, che il gioco originale abbia utilizzato una versione modificata dell'Aurora Engine di Bioware ed è intuibile quanto la formula di Bioware abbia influenzato lo sviluppo.

Oggi, Atari non esiste più e CD Projekt è più forte che mai, non solo grazie a The Witcher, ma anche grazie al grande successo di GOG.com (Good Old Games), negozio online di giochi senza DRM. E anche se potrebbe risultare un po' plateale rivendicare il fatto che abbiano battuto i loro vecchi padroni, la comparazione dei rispettivi punteggi sulle recensioni di The Witcher 2 e Dragon Age 2, sembrerebbe suggerire che, per lo meno, sono sullo stesso piano di Bioware. E' ora di una nuova sfida, e con The Witcher 3: Wild Hunter, ​​sembrerebbe che, per questo titolo, stiano seguendo la strada del franchising Elder Scrolls di Bethesda, dando vita ad un mondo aperto.

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The Witcher 3: Wild Hunt
The Witcher 3: Wild HuntThe Witcher 3: Wild Hunt

E che mondo. Durante la lungo demo dell'E3, siamo stati deliziati dal panorama di un'isola, che di per sé risulta più grande rispetto al mondo del gioco precedente (il mondo completo di Wild Hunt è trentacinque volte più grande di quello di The Witcher 2) . Ma la qualità di un'esperienza di mondo aperto raramente risulta direttamente proporzionale alla sua dimensione, e CD Projekt Red si è impegnata molto a creare punti di interesse e svago in tutto il mondo, per tenere i giocatori occupati e attirarli al di fuori dei percorsi canonici.

"La profondità nella narrazione e la profondità del personaggio è importante per i giocatori, e sono aspetti che un po' si perdono quando si ha un mondo immenso, popolato da tanti contenuti. Quindi quello che stiamo cercando di fare è dare una sorta di spinta in avanti al genere, concentrandoci per davvero sulla storia e sul personaggio - e penso che è proprio in questo modo che faremo la differenza", ci ha detto il capo della produzione, John Mamais.

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Geralt di Rivia ha un ruolo naturalmente centrale nell'esperienza di gioco. Geralt non è la tipica "tela bianca" che personalizzate a vostro piacimento, ma piuttosto un personaggio con una storia profonda e un legame con il mondo e i personaggi che lo abitano, proprio come alcune delle creature che si incontrano nel nostro percorso. Questo è un aspetto che gli sviluppatori stanno cercando di sfruttare in misura ancora maggiore in questo terzo gioco. In effetti alcune delle caratteristiche sono state sviluppate proprio con questa idea, così come la storia.

Geralt è a caccia del Wild Hunt, che - secondo un mito popolare molto famoso tra i popoli germanici e gallici - vedrebbe un gruppo di spettri che vaga per la terra portando disperazione e avversità lungo il proprio percorso. CD Projekt Red preferisce tacere su cosa sia esattamente Wild Hunt, ma per i curiosi, Andrzej Sapkowski l'ha scritto nei suoi libri. Ci sono tantissimi riferimenti alla mitologia scandinava nella demo, tra cui la nave Naglfar, fatta delle unghie e dei piedi delle persone morte (speriamo di vederla all'interno del gioco e che non venga solo menzionata nei dialoghi).

"Fondamentalmente il ragazzo è un cacciatore di mostri mutanti", dice Mamais di Geralt. "Abbiamo voluto tornare alle origini, ma allo stesso tempo, abbiamo voluto raccontare una storia epica. E' perfetto per il mondo aperto. Avremo quests relative alla caccia dei mostri che costituiranno il gioco, ma anche quest secondarie e una sorta di incontri casuali, e poi un personaggio principale che dà un sapore epico alla storia principale, il tutto mentre questo esercito nilfgaardiano attacca il Nord".

Castelli, borghi, vasti campi e foreste. Tutto presentato in modo molto dettagliato e supportato da belle giornate, che si alternano alla notte, e da effetti atmosferici. Geralt si muove nella sua ricerca alla Wild Hunt - aspetto che risulta, ovviamente, al centro della trama principale del gioco. Ma non sono al centro di questa demo, in quanto in realtà non scava troppo in profondità nella storia principale, anche se offre un ottimo esempio di come le azioni passate di Geralt influenzino il suo rapporto con le persone e di come il suo passato lo perseguiti, e di come la sua reputazione lo preceda.

The Witcher 3: Wild Hunt

CD Projekt Red ci mostra quanto positivamente la narrazione agisca sui principali obiettivi della storia e sulle quest secondarie. Geralt viene a sapere che un tizio di un villaggio vicino è sopravvissuto all'attacco della Wild Hunt, forse lui sa quale sarà la loro prossima tappa.

Lo aiuta un po', ma naturalmente ci sono distrazioni in agguato. Si scopre che il villaggio ha anche un problema con un mostro, o meglio, gli anziani del villaggio dicono che sia necessario fare maggiori sacrifici a una divinità che risiede nei boschi, affinché non attacchi gli abitanti. I più giovani del villaggio pensano che sia un problema riguardante un mostro e deve essere trattato come tale. Come immaginerete, sceglierete da che parte stare, ma c'è una svolta che non vi racconterò in quest'occasione per non rovinarvi la sorpresa, ma sappiate che nella demo Geralt assale un mostro che si rivela piuttosto feroce.

Geralt usa i suoi "sensi Witcher" per scoprire indizi relativi alle creature in cui si imbatte, rovista nella foresta in cerca di tracce e indizi. Un fantasy che si trasforma in una specie di CSI, e una volta che ha raccolto tutti gli indizi, capisce con quale belva ha a che fare e i giocatori hanno modo di leggere tutte le caratteristiche relative al proprio avversario.

"Tutte le quest secondarie, tutti quei personaggi necessitano di una motivazione reale. Ed è necessario che ci sia anche una qualche strategia dietro l'uccisione di un mostro, o qualcosa del genere. Non basta semplicemente girovagare e picchiare mostri in un modo superficiale, bisogna capire effettivamente il modo in cui vanno uccisi. Ecco perché abbiamo implementato questo tipo di modalità dei sensi ", dice Mamais.

The Witcher 3: Wild Hunt
The Witcher 3: Wild HuntThe Witcher 3: Wild Hunt

Siamo stati anche deliziati dall'arrivo di un furioso mini boss, il cui combattimento si compone di più fasi. Il combattimento offre anche un esempio di come siano stati migliorati gli effetti visivi in questo The Witcher 3: Wild Hunt. Non solo i gesti di Geralt (Witcher è l'equivalente di magia) hanno effetti particellari spettacolari ed effetti su ciò che lo circonda. Ma questa creatura ha anche un'abilità che acceca temporalmente Geralt, annerendo lo schermo, lasciandoci nel dubbio da quale direzione potrebbe attaccarci. Il fatto che stiamo semplicemente affrontando un mini-boss in una specie di missione secondaria opzionale rende il tutto ancor più impressionante. Il combattimento è molto fluido.

Seppure fosse in uno stato ancora primitivo (era in pre-alpha), The Witcher 3: Wild Hunt è sembrato ottimo. Certo, c'erano difetti grafici qua e là, che potrebbero essere risolti sistemando un po' il tutto, ma i presupposti per un'avventura visivamente mozzafiato ci sono già. In uscita il prossimo anno, The Witcher 3: Wild Hunt sembra senza dubbio il progetto più ambizioso di CD Projekt Red fino ad oggi.

"La cosa che davvero mi fa impazzire di questa demo è stato quando vai a questo precipizio, e sei in meditazione ... è possibile vedere le costellazioni che cambiano attorno a te. Poi arriva la tempesta, e si guarda giù verso quella specie di fiordi, e il mare diventa sempre più violento ...l'atmosfera diventa ventosa, "Mamais ricorda. "Per me cambia solo l'atmosfera ed è un ottimo modo per permettere al giocatore di immergersi nel mondo."

Tornando alla Lipsia di sette anni fa, la stampa non era accorsa per vedere The Witcher nel modesto stand di CD Projekt Red, situato nella zona commerciale della manifestazione. Seppur ci fosse un chiacchiericcio positivo intorno al titolo, è stato altrettanto difficile, allora come oggi, modificare la ricca agenda dei giornalisti videoludici affinché venissero a buttarci un occhio. La situazione all'E3 2013 è stata molto diversa. Non solo c'era un gruppo costante di giornalisti fuori dal loro stand in attesa di entrare per partecipare alla presentazione, ma questa è addirittura durata un'ora, che, per gli standard E3, è un'eternità.

Geralt potrà anche essere un killer di mostri mutanti che torna alle sue origini, ma questo The Witcher 3: Wild Hunt ha più probabilità di persuadervi con la sua lingua d'argento che con la sua spada.

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