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The Witcher - La recensione dei primi 5 episodi

Henry Cavill sembra nato per interpretare Geralt di Rivia in questa prima stagione, anche se non mancano alcuni problemi.

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I romanzi e i racconti di The Witcher di Andrzej Sapkowski non sono mai stati popolari quanto Le Cronache di Ghiaccio e Fuoco di George R. R. Martin, ma sono comunque riusciti a creare un fenomeno di culto abbastanza importante nel corso degli anni. Non c'è dubbio che l'autore polacco sappia come creare un universo affascinante, ricco di azione e d'avventura, come mostrano chiaramente gli amati giochi di CD Projekt Red. Ecco perché molti nutrono grandi speranze nei confronti dell'adattamento curato da Netflix - che, ricordiamolo, si ispira all'opera originale e non ai videogiochi - e il nostro consiglio, ancor prima di iniziare con la nostra recensione, è di abbassare un po' le aspettative, nonostante il prodotto risulti comunque molto buono. Ma procediamo con ordine.

Uno dei motivi principali per cui questa serie tiene botta è data dal fatto che Henry Cavill fa un ottimo lavoro nei panni di Geralt di Rivia. È ovvio che Cavill, a differenza del resto della serie, si sia ispirato alla sua controparte videoludica per quanto riguarda la sua interpretazione, dal momento che usa una voce più bassa e più roca. In termini di fisicità, Cavill si rivela una scelta ancora più azzeccata, soprattutto per le atletiche sequenze di combattimento. Ogni mossa di Cavill è la prova che i witcher sono esperti spadaccini, e sullo schermo tutto si muove come una danza elegante e sofisticata, anche nei momenti più intensi e cruenti. Certo, sarebbe stato divertente vedere Cavill usare di più le sue espressioni facciali stoiche o irritate, ma siamo disposti a guardare oltre considerando che resta comunque fedele al materiale di partenza.

Freya Allan e Anya Chalotra si comportano altrettanto bene nei panni di Ciri e Yennefer, ma sia loro che la maggior parte del cast di supporto hanno la tendenza ad essere un po' esagerate, quasi cartoonesche. Questo non è colpa loro, quanto piuttosto della sceneggiatura. Non c'è stato uno dei primi cinque episodi (degli otto della stagione) che non ci abbia fatto arrabbiare o ridere per le ragioni sbagliate per via di dialoghi che si sentono shakespeariano ma finiscono per essere più simili a quelli di Beavis e Butt-Head e il fatto che manchi anche un certo ritmo narrativo non aiuta poi tanto. E c'è un altro problema ancora più significativo in questa serie....

The Witcher

Chi *Gwent* ha curato questi primi cinque episodi? Ci hanno chiesto espressamente di non spoilerare alcune parti e alcuni aspetti dello show, quindi diremo solo che i salti temporali sia interni all'episodio che tra un episodio e l'altro sono assolutamente ridicoli. Quelli di voi che non hanno letto i libri si chiederanno sicuramente se alcuni episodi siano nell'ordine sbagliato. L'idea era forse di sorprenderci con alcune nuove informazioni, ma alla fine tutto questo ci ha portato a domandarci "Perché diavolo queste sequenze non sono state tutte riassunte nel primo episodio?!". Questi salti temporali non solo rendono lo show difficile da seguire, ma lo rendono anche tonicamente più incoerente di quanto lo sia già, perché la serie non riesce a decidersi se si tratta di un fantasy serio o di un'interpretazione più libera e umoristica del genere.

I problemi con il manoscritto e l'editing sono completati solo dal fatto che pensiamo che ci sia meno chimica tra Cavill e Charlota rispetto a un toro e il proprietario di un negozio cinese, il che rende la loro eventuale storia d'amore assurda. Ribadiamo che abbiamo visto solo i primi cinque episodi e le cose potrebbero andare meglio in seguito, ma siamo dell'opinione che questa relazione avrebbe dovuto essere presentata in modo più attento e curato fin dall'inizio.

The WitcherThe Witcher

Se sei disposto ad andare oltre le incoerenze, lo spettacolo è pieno di fan-service per coloro che hanno letto i libri. Ogni episodio è pieno zeppo di riferimenti a personaggi, creature e racconti di storie diverse e ci siamo trovati a sorridere quando ci hanno ricordato alcuni momenti. Non aspettarti di trovare riferimenti se hai solo giocato ai giochi, anche se alcune delle regole dei libri sono state infrante o almeno adattate un po' nella speranza di intrattenere un pubblico più mainstream. L'incoerenza rappresenta ancora una volta un problema, poiché questi tentativi spesso finiscono per non essere né carne né pesce, ma non così tanto cda essere particolarmente preoccupante.

Il tono e il ritmo incoerenti, una recitazione non esattamente brillante da parte di attori che interpretano personaggi minori, e qualche strano momento di montaggio non impediscono ai primi cinque episodi di The Witcher di mostrare il suo grande potenziale. Henry Cavill è fantastico nei panni di Geralt, le sequenze di combattimento sono fantastiche e la storia è in realtà abbastanza divertente quando non si prende troppo sul serio (o se ami i libri e sei disposto ad accettare alcune nuove interpretazioni di determinate cose). Non stiamo parlando di un nuovo Game of Thrones, in quanto il tono è decisamente meno drammatico rispetto alla serie HBO, ma i pilastri fondamentali sono abbastanza forti da reggere il tutto e non vediamo l'ora di gustarci gli ultimi tre episodi della stagione.

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07 Gamereactor Italia
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